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Influenza della adesione vitreomaculare sugli esiti dopo terapia con Aflibercept per degenerazione maculare senile neovascolare


È stata valutata l'influenza dell’adesione vitreomaculare sugli esiti dopo somministrazione di Aflibercept intravitreale ( Eylea ) per degenerazione maculare senile neovascolare.

In una serie di casi prospettici, gli occhi con degenerazione maculare senile neovascolare sono stati trattati con Aflibercept per via intravitreale, in 3 iniezioni mensili consecutive, seguite da una ulteriore iniezione ogni 2 mesi.

Le immagini di tomografia a coerenza ottica a dominio spettrale sono state riviste ad ogni visita per determinare l'attaccamento dello ialoide posteriore.
Sono stati registrati anche la migliore acuità visiva corretta e lo spessore della retina.

I risultati a 2 mesi e 6 sono stati confrontati tra gli occhi con adesione vitreomaculare persistente ( fase 1 ) e quelli con distacco posteriore del vitreo ( fase 2 o 3 PVD, distacco posteriore del vitreo ) al basale.

Al basale, 30 occhi avevano distacco posteriore del vitreo in fase 1 e 63 occhi avevano distacco posteriore del vitreo in fase 2 o 3.

Anche se c'è stata una tendenza verso maggiori guadagni di acutezza visiva e riduzioni di spessore della retina per gli occhi con distacco posteriore del vitreo in fase 2 o 3, questa non è riuscita a raggiungere la significatività.

L’acuità visiva basale e l'età sono risultate negativamente associate con il cambiamento dell’acuità visiva.
Lo spessore della retina al basale, da solo, era correlato a cambiamenti dello spessore della retina.

In conclusione, l’acuità visiva, lo spessore della retina, e l'età alla visita basale, ma non lo stato di distacco posteriore del vitreo, sono associati a risultati funzionali ed anatomici dopo Aflibercept intravitreale per la degenerazione maculare senile neovascolare. ( Xagena2015 )

McKibbin MA et al, Retina 2015; Epub ahead of print

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